di Cinzia Marongiu
A un primo sguardo, più diverse di così non potrebbero essere. Bionda, eterea e riservata l’attrice ungherese di Budapest. Mora, mediterranea e «un po’ caciarona», come annota lei stessa, l’attrice pugliese di Bitonto. Ma poi, a ben vedere, Andrea Osvárt e Bianca Guaccero, le due primedonne del prossimo Festival, hanno parecchi tratti in comune. A cominciare dalla maggiore dimestichezza con i set di fiction e film per il cinema piuttosto che con gli studi televisivi. «Ma questo non mi preoccupa» dichiara Andrea. «Anche se amo la tranquillità, sono pronta a entrare in quella gigantesca confusione che già l’anno scorso ho avuto modo di annusare andando all’Ariston per presentare la fiction tv “Pompei”». Per Bianca Guaccero, che in questo periodo si divide tra il set di «Capri 2» e quello di «La stella della porta accanto» (film tv per Raiuno), «Sanremo è una sferzata di energia alla mia carriera e un cambiamento importante pure a livello di popolarità. Anche se poi» ci tiene a precisare «sono più di dieci anni che faccio questo lavoro: da quando, appena quattordicenne, vinsi il titolo di “Miss Bitonto”. Negli anni, ho avuto la fortuna di essere protagonista di una miniserie importante come “Assunta Spina”, di una serie di successo come “Capri” e di un altro film tv di grande impatto come “La terza verità”. E soprattutto di condividere il set con grandi attori come Giancarlo Giannini, Stefania Sandrelli, Michele Placido, Raoul Bova». In quanto a colleghi famosi, però, Andrea Osvárt non è seconda a nessuno: «Il mio primo ruolo» racconta «l’ho ottenuto in “Spy game” di Tony Scott, un film con Brad Pitt e Robert Redford: due persone davvero grandiose. Come tutte le vere star, molto umili. E poi Brad Pitt di persona è anche più bello di come sembra in foto: ha i denti perfetti ed è pure spiritoso. Un altro piccolo ruolo l’ho avuto in “Casanova” e lì ho avuto la fortuna di conoscere Heath Ledger (l’attore di «I segreti di Brokeback Mountain» scomparso di recente, ndr), un ragazzo davvero sensibile». Cinque anni fa l’arrivo in Italia. «Per caso e per scelta. Nel senso che ho iniziato a studiare l’italiano quando avevo 14 anni e mi sono molto appassionata alla vostra storia e alla vostra letteratura. Ho frequentato la facoltà di Lettere del dipartimento di Italianistica. La mia tesi era sulla scrittrice Elsa Morante. Così, con il mio arrivo a Roma sono riuscita a mettere insieme le mie due grandi passioni: l’Italia e la recitazione». Da noi ha lavorato in tv («La caccia», «Il bell’Antonio», «Exodus», «Pompei») e al cinema («The Clan» con Christian De Sica, «Mare Nero») e soprattutto ha avuto modo di apprezzare la nostrana «way of life» che lei riassume così: «Si dorme a lungo, visto che nessuno fa niente prima delle 10 del mattino, e si mangia bene». E a chi è pronto a storcere il naso davanti all’ennesima co-condutrice o valletta straniera che dir si voglia ribatte così: «Ho dedicato 14 anni della mia vita a studiare la vostra lingua e cultura e credo di sapermi esprimere anche meglio di tanti italiani! E poi, con me, Sanremo è più internazionale». Per Bianca Guaccero, invece, Sanremo avrà un sapore molto familiare, se non altro perché «con Pippo ho un legame davvero stretto. Per me è come un parente. Me lo ricordo fin da quando veniva in Puglia a fare serate. Ha sempre avuto un atteggiamento tenero, da papà. Una volta mi diede un buffetto al naso e mi disse “Ti terrò d’occhio”. Ed è stato di parola...». Sulla classica rivalità tra la mora e la bionda del Festival invece non sembra esserci trippa per gatti. Almeno secondo Bianca Guaccero: «Siamo talmente diverse che risultiamo complementari. Caratterialmente e fisicamente siamo all’opposto. Ma gli opposti, come si sa, si attraggono. Anzi, credo che tra noi si creerà una sorta di osmosi. Un esempio? Lei è eterea e affascinante. Io un maschiaccio incapace di fare la bellona. Ma confesso che mi piacerebbe imparare da Andrea a essere un po’ più “charmante”». E magari anche meno restia a parlare della propria vita privata, visto che, appena si sfiora l’argomento, la stella di Bitonto si trincera dietro un «Non rispondo a queste domande!». Ma poi, spontanea com’è, non sa resistere dal puntualizzare: «L’ultimo fidanzato che mi hanno attribuito è Vincenzo Bova (un modello calabrese; ndr), ma non c’è niente di vero. È una persona che conosco molto poco. Era vicino a me mentre c’erano dei fotografi. Tutto qui». Andrea Osvárt, al contrario, non ha nessun problema ad aprire il suo cuore, anche se in questo periodo non palpita per nessuno: «Ero fidanzata fino a poco tempo fa. Ora non lo sono più. Scelta mia? Più che altro scelta del destino. Non so se sia un periodo triste, più che altro è un periodo di grande lavoro. Il fatto è che in amore sono davvero una “ungherese”». Ovvero? «Molto fiera, molto orgogliosa. Non è che mi venga difficile chiedere scusa, ma pretendo tanto. A dirla tutta, credo di essere una rompiscatole con il pallino per l’ordine e la precisione. Caratteristiche non molto amate dagli uomini italiani». Premette di non sopportare le generalizzazioni, ma poi si lancia: «In Italia gli uomini pretendono tante rinunce dalle donne. Le vedono ancora come angeli del focolare e non digeriscono che facciano un lavoro fuori casa, specie se è un lavoro in vista come quello d’attrice. Quante domande ti fanno! “E con chi sei uscita?”. “E chi ti ha dato un passaggio?”... Sembrerà strano, ma in Ungheria la donna è molto più libera di seguire la sua carriera, così come di uscire semplicemente con qualche amico o di dare bacini alle persone a cui vuol bene».
Autore Redazione


Sinceri complimenti alla mamma della la mora!
Potreste pubblicare altre sue foto, per piacere? ;)
(Foto della mora, non della mamma).
:-)