Canto Aldo Moro e Berlinguer
Padri nobili e impegno. Sono queste le due direttive sulle quali scorrono le canzoni scritte e musicate da Valerio Sanzotta (Roma, 8/3/1979, Pesci) che si presenta con un brano che farà discutere, tra nonni braccianti, padri operai al Lingotto, Piazza Fontana, Brigate Rosse e un augurio finale: «Al futuro porto in dote la memoria». Lui, laureato in Lettere e Filosofia con 110 e lode e iscritto al terzo anno di dottorato di ricerca in Filologia classica, la spiega così: «“Novecento” è una rapida carrellata di 60 anni di storia repubblicana». Valerio ha iniziato a suonare violino e pianoforte da bambino, ma ha scoperto Fabrizio De André e le sue ballate quando aveva 14 anni. «E poi per anni ho ascoltato esponenti della canzone francese come Brassens, Brel e del folk americano come Dylan, Joan Baez e Paul Simon».
Valerio Sanzotta
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