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Amedeo Minghi

Amedeo Minghi

Quest’anno niente trottolino...
Amedeo Minghi è nato a Roma il 12 agosto 1947 (Leone). Rispetto a tanti colleghi, al Festival è arrivato tardi, nel 1983 a 36 anni, ma alle spalle aveva già 15 anni di attività e un singolo di grande successo, «L’immenso». Nel suo primo Sanremo Minghi partecipa con una canzone, «1950», scritta con il poeta romano Gaio Chiocchio che diventa una delle più note del repertorio del cantautore romano. Il brano, come spesso accade al Festival, non arriva in finale e lascia una debole traccia, ma verrà ripreso e rilanciato con successo qualche anno dopo da Gianni Morandi. Questa per Amedeo Minghi è l’ottava partecipazione sul palco dell’Ariston: l’ultima nel 2003, quella di maggior successo fu quella del 1990, quando si classificò al 3° posto in coppia con Mietta. Duettarono in «Vattene amore», canzone diventata un cult anche grazie al famoso verso, allora un vero e proprio tormentone, «Magari ti chiamerò trottolino amoroso dudu/dadada» che si scoprì, più avanti, fu un’invenzione di Pasquale Panella, l’ultimo paroliere di Lucio Battisti e oggi autore dei testi del musical di Riccardo Cocciante «Giulietta e Romeo» (e della canzone che Mietta porta a Sanremo). «Allora non mancarono critiche e ironie» ricorda Minghi «ma quella canzone la canta ancora oggi tutta Italia». Sul tema dell’amore («ma tutte le mie canzoni» dice Minghi «parlano d’amore») anche il nuovo brano sanremese. Titolo «Cammina cammina» al cui testo ha collaborato Giuseppe Marcucci: «Una canzone» spiega Minghi «che è una promessa d’amore, con quelle parole semplici che ogni donna vorrebbe sentirsi dire». Sul palco dell’Ariston il cantautore romano festeggia 40 anni di carriera e «40 anni di me con voi» è il titolo di un album che uscirà con i suoi maggiori successi e quattro brani inediti. Dopo il Festival Minghi si augura di realizzare un progetto a cui lavora da sei anni. Lo scorso 2 dicembre ha tenuto un concerto a Roma all’Auditorium dal titolo «Cuori di pace in Medio Oriente». Con una interprete israeliana e un cantante palestinese ha intonato «Gerusalemme», brano che scrisse nel 2000 in occasione del Giubileo: «Vorrei portare questa canzone» afferma Minghi «proprio a Gerusalemme, perché è da lì, dalla Città Santa, che può nascere la pace nel mondo».
«E' da tempo che penso che un Festival solo non basti: ce ne vorrebbero almeno due all'anno per dare più spazio alla musica italiana».


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