Il Festival non è morto, ma è un po' ammalato e si può curare, dice nel blog Franco One (Frank Uàn?). Partiamo da qui allora.
Sulla diagnosi, per la verità, non sono tutti d'accordo, perché molti hanno già intonato il de profundis per Sanremo e tutto un genere televisivo che Sanremo rappresenta emblematicamente. In questi giorni e queste ore lo sport nazionale sembra essere quello del "tiro al Pippone" (a scanso di equivoci e doppi sensi, Pippone sta per il
Grande Pippo Baudo). Le argomentazioni sono più o meno le seguenti:
il Festival è finito, inutile tenerlo in vita con la respirazione artificiale, le canzoni intese come canzonette non interessano più a nessuno, il varietà è in crisi nera e il suo sommo sacerdote, Pippo appunto, non è più in grado di capire e gestire il nuovo che avanza.
Mah. Come sapete non condivido affatto questo catastrofismo di maniera, pronto a rigirarsi nel suo contrario non appena i dati Auditel dovessero miracolosamente rialzarsi. Ci sono problemi, grossi problemi, ma l'evento nazionalpopolare per eccellenza può essere rivitalizzato. Come?
Qui i pareri sono unanimi, quelli degli addetti ai lavori e quelli dei nostri lettori. Provo a sintetizzarli. Peccato numero uno: la lunghezza eccessiva. Troppi 5 giorni, troppe 4 ore a serata. L'unica cosa "corta" di tutto il Festival, per sua stessa autoironia, è il co-conduttore, Chiambretti. Troppo poco, oggettivamente.
Peccato numero due: le canzoni non sono un granché. Pochi i brividi e le emozioni, poche le melodie che ti entrano in testa. In compenso, sperimentazione musicale zero o quasi. A me piacciono Grignani e Venuti, Moro e il giovane Sanzotta, ma devo ammettere che l'anno scorso Cristicchi mi aveva colpito fin dal primo ascolto, e il Moro di "pensa" era un pugno nello stomaco. Comunque, è anche vero che ogni edizione fa storia a sé, e ci sono stati Festival di gran lunga peggiori quanto a qualità musicale e dei testi.
Peccato numero tre: troppe interruzioni, tra spot, promozioni e ospiti più o meno bizzarri (dai sacerdoti calciatori a qualche star straniera di medio livello). Qui occorrerà che il prossimo direttore artistico (Baudo o non Baudo) si decida.
Lo spettacolo, qualunque spettacolo, deve avere una sua identità, se no si sfarina in mille rivoli e lo spettatore non capisce più che cosa sta guardando. Le interruzioni pubblicitarie, una marea, sono mortali, perché la platea dei teleutenti è munita di telecomando e sa usarlo molto bene e con grande rapidità.
Peccato numero quattro: il clima da esibizione più che da competizione. Se Sanremo è una gara, che lo sia davvero, senza troppe protezioni per gli artisti, con un po' più di pathos, con il rischio della eliminazione, con i pezzi in concorso messi in sequenza, e non spalmati in due giorni e ore e ore di programmazione.
E potremmo continuare, ma lascio a voi internauti, se volete, il compito di completare la mia lista dei peccati e delle cose da fare per non commetterne più.
I quattro vizi capitali del Festival
I commenti dei lettori (17)
Caro Direttore, sono pressochè d'accordo su quello che scrivi: la durata eccessiva del Festival (5 giorni sono troppi, meglio ridurre a 4... per non esagerare), la durata eccessiva di ogni serata (come si legge anche da altre parti, vanno eliminati gli elementi di disturbo... in primis i balletti e siparietti vari, che con il Festival della Canzone Italiana nulla hanno a che spartire, e cercare di ridurre le telepromozioni asfissianti... in fondo sborso 106 euro di canone all'anno e qualche spot potrebbero anche evitarlo).
Per quel che riguarda l'orecchiabilità dei brani, trovo non sia proprio così semplice azzeccare sempre la melodia giusta e accattivante... poi sicuramente qualcuno avrebbe da ridire.
Infine, la gara: ho letto innumerevoli volte che le case discografiche sono assolutamente contrarie al meccanismo dell'eliminazione, perchè spezzerebbe subito le gambe a brani che magari hanno bisogno di un ascolto più approfondito per meglio coglierne lo spirito... e in questo hanno ragione, in fondo il loro mestiere è quello di vendere i dischi... se gli artisti meno "immediati" vengono eliminati subito questo comporta un danno, forse, nell'immediato... ma che magari, con i passaggi radiofonici, può essere risolto nel lungo tempo, ma è proprio il tempo che oggi manca per approfondire l'ascolto di cose più particolari. Tutto va di corsa, e di conseguenza tutto viene consumato in un tempo brevissimo, musica compresa.
Dunque, niente eliminazione, ma comunque un fattore di rischio ci deve essere per dare un po' di pepe alla kermesse, una classifica finale ad esempio... come si faceva un tempo. E dove spessissimo gli ultimi si rifacevano con le vendite dei dischi e con i frequenti passaggi radiofonici (amo ricordare il caso di Amedeo Minghi con la splendida "1950", al tempo eliminata ma, quasi subito, elevata allo status di "classico" grazie anche all'interpretazione di Gianni Morandi). Le case discografiche magari storceranno un po' il naso, ma dovrebbero darsi da fare anche loro, e rimboccarsi le maniche... fare promozione serrata, che magari costa, ma sicuramente porta anche frutti. E allora subito giri di interviste radiofoniche per sostenere i loro artisti, questo è in fondo il loro lavoro... mica gli si sta chiedendo la luna, ma forse dietro una scrivania si sta molto più comodi, ed è più facile sparare a zero sulla crisi della musica, che anche loro hanno contribuito a creare.
Salutoni da Luca (Padova).
direttore, sono avvilito.
la selezione dei membri della giuria di qualità sono la dimostrazione scientifica della superficialità con cui sono state fatte le cose a sanremo. mettere moccia e vaporidis nella giuria dei giovani equivale a mettere una persona "grossa" nella categoria dei "big". significa fermarsi alle apparenze, alle parole, a quel che si sente in giro (quando non si ascolta con attenzione). me li vedo, i geni di sanremo, mentre si riuniscono e dicono "mettiamo moccia e vaporidis che piacciono ai ggggiòvani". ma che ne sa questa gente? come possono pensare di rappresentare i gusti musicali della gente, se non sanno neanche com'è la gente vera?
Per me è inutile spendere tante parole: io il Festival non lo guarderò mai più. Ci ho provato quattro sere di fila, e dopo 10 minuti ho mollato. Ora mi sono arresa: non pensavo che si potesse vivere così bene senza Sanremo. Consiglio a tutti di provare a fare la stessa cosa!! Si sta benissimo! E 5x4, Si hanno indietro gratis 20 ore libere della propia vita!!!!!
Sì, ci risentiamo l'anno prossimo. Scommettiamo che se lo presenta Fiorello ti attacchi alla tv per tutta la settimana
Tanto Fiorello non farà mai una bischerata simile di prendersi Sanremo, avrebbe solo da perdere. L'anno prossimo lo presenta Bonolis, o peggio Carlo Conti. No, grazie, preferisco vivere!!! Piuttosto mi guardo qualcuno che fa i tarocchi su una tv locale!!!
Mannoia, Leona Lweis e Giorgia superospiti? Ma siamo scemi? Vasco, Eros, Pausinio, Springsten e Madonna, questi sono Superospiti che fernmerebbero l'Italia. Questo anremo è già uun miracolo che ha fatto 8 miglioni.
meno male che cèra chiambretti, se no di milioni ne facevano tre, come lineablù
Scommettiamo che l'anno prossimo il Festivall lo presenta Conti? Così gkli danno il colpo di grazie: inutile tirare avanti quest'agonia! e in questo momento è pure conparso in onda il signor Begelli. Buonannotte a tutti, io mollo. Ciaoooo
C'è il balletto. No, dico,, prima Beghelli e poi il Balletto. Mollo anch'io. Passo e chiudo, buonanotte. p.s. Che delusione.
1) troppo lungo: vero.
non si puo' sapere il vincitore di un concorso alle ore 01:40 !!!! stavo morendo dal sonno! e per fortuna che ho registrato il dopofestival....
2) canzoni cosi' cosi': vero.
novità e sperimentazione nulla, molti hanno solo riproposto la solita minestra melensa riscaldata pure poco e male. ma qualche cosa buona c'e', non tutto e' perduto!
3)troppe interruzioni: vero.
veramente insopportabili, e poi c'e' chi critica mediaset per le troppe interruzioni.... con che coraggio lo possono fare guardando anche solo una puntata di sanremo???
la differenza e' che la rai potrebbe ridurli un po, visto che 106 euro per svariati milioni di utenti fa un bel "Tesoretto"..
ma tant'e', ormai gli spettatori sono l'ultima ruota diel carro, prima il solito dio Denaro...
4)Clima da esibizione: vero.
Come si fa a capire che e' un concorso??
l'ultimo cantante di ieri sera ha cantato a notte fonda.
probabilmente anche i suoi genitori erano crollati esausti sul difano a ronfare beatamente.
E se Baudo insiste a dire che questo non inficia le votazioni, e chi canta ultimo ha le stesse probabilita' del primo, ancora una volta difende l'indifendibile.
possibile che per vedere una finale con OTTO e dico OTTO canzoni, debba stare davanti alle TV per 4 ore e mezza???
ma scherziamo??
la stessa cosa si puo' fare in due blocchi;
dalle 21,15 alle 21,45 le prime quattro canzoni.
pausa per la santa pubblicita'.
dalle 10 alle 10,30 le altre 4 canzoni.
facendo cosi, ad un orario umano la gara e' finita;
successivamente si puo' votare finche uno ha forza nei polpastrelli, mentre si esibisco ospitini, ospiti, ospitoni, menate varie, telepromozioni di prodotti di ogni genere...
insomma, oves boves et universa pecora.
MA DOPO la gara!!!
un dubbio, ma se la finale dei giovani e' finita alle 01,40 di sabato mattina, ed erano solo otto cantanti....
riusciro' ad andare a messa alle 11,00 domenica mattina sapendo gia' il vincitore del festival o ci sara' l'ultima telepromozione prima del verdetto?
E' drammaticamente vero, pure io che sono un irriducibile e mi pappo pure il dopofestival, comincio a vacillare. Se ci pensiamo l'eccessiva dilatazione dei tempi non è la novità di quest'anno, però la bomba doveva scoppiare. Comunque Baudo, Del Noce e compagnia bella dovrebbero imparare un bel po' dal tanto criticato e snobbato Eurofestival che contrariamente al nostro Sanremo gode di buonissima salute. Per chi non l'avesse mai visto, la scaletta è quanto mai più veloce possibile, in tre ore si ascoltano 24 canzoni. Una formula per Sanremo 2009 ? 24 canzoni solo categoria Campioni ( la cat. Giovani,diciamolo, non serve più a nulla ) 1° sera: presentazione delle 24 canzoni in sequenza senza dialogo col presentatore, così alle 23.30 si riesce anche ad andare a dormire. 2°sera 8 canzoni con interviste e ospiti. 3° e 4° idem. 5° finale. Dimenticavo, inizio alle 20:45 che per una settimana di Insinna o Frizzi se ne può fare anche a meno.
Caro Direttore,
sto seguendo sera dopo sera volente o nolente il Festival di Sanremo... c'è febbrile attesa per la finale? Mah.. probabilmente no... Lei ha ragione almeno su tre punti: non si da il giusto risalto alla competizione, alla gara tra i big, troppo ovattati nella loro campana di vetro della sicura esibizione nella serata finale; non vi è pathos: infatti notevole era stata l'idea del Sanremo targato Bonolis del risucchio ad imbuto dei cantanti... 5 lunghissime serate... il buon Pippo coadiuvato dal bravo Chiambretti parte alla grande e poi... il loro entusiasmo si spegne sera dopo sera.. piuttosto che ravvivare gli animi e le atmosfere loro per primi sembra quasi non vedano l'ora di chiudere il Festival-palla al piede!!!
Sulle interruzioni pubblicitarie non mi trova molto d'accordo... sono previste e prevedibili e non si può addossare ad esse la colpa di un evento che non è più atteso come un tempo.. non ha più lo stesso mordente..
andrebbe ridimensionato dandone smalto vigore e suscitando interesse tra i giovani soprattutto maggiori fruitori della musica e non rappresentati al meglio dai Giovani del Festival, stantii,relegati sin troppo ai cliché della musica melodica tradizionale italiana..
Ah! Vincerà la Tatangelo (canzone che mi è comunque piaciuta molto...) Tiromancino Moro... o la Berté?!? (battutina!!!)
Sottoscrivo ciò che ha scritto Max a proposito dell'inizio anticipato del Festival: visto il forte impatto in termini di audience (nonostante la crisi di quest'anno) e quindi di introiti pubblicitari che Sanremo garantisce, non si potrebbero sospendere per qualche giorno i vari "pacchi" e "Identità nascoste"?
Non sono invece d'accordo sull'eliminazione dei Giovani: Max, sarebbe la morte del Festival! Io invece ne aumenterei il numero: le cosiddette nuove proposte sono linfa vitale per Sanremo e per la musica italiana tutta. Certo, come ho già scritto, dovrebbe cambiare il metodo di selezione in base ai criteri che ho esposto (locali, cantine, underground, myspace, etichette indipendenti...), e sopratutto andrebbero rivoluzionati i criteri di giudizio e di votazione nel corso della rassegna. Basta, è inaccettabile vedere giurie di "qualità" formate da personaggi famosi che di musica sanno poco più di nulla. Perché Moccia, la nuotatrice Filippi, l'attore Vaporidis devono valutare la prestazione di un giovane cantante, magari decidendone in parte il futuro? E' inammissibile, un po' come Simona Ventura nella giuria di X Factor...
Io penso che gli organizzatori di Sanremo debbano prima di ogni cosa rendersi conto di essere indietro anni luce rispetto ai cambiamenti epocali che ha vissuto e che sta tuttora vivendo il mondo della musica. C'è Internet, c'è il download, e sento ancora addetti ai lavori accapigliarsi parlando di vendite di dischi... Secondo me dischi se ne venderanno sempre meno, anche da parte dei superbig, non può essere più quello (o non più soltanto quello) il metro di giudizio per valutare il successo di un artista. Il futuro è sul web, in quella che viene definita la musica "liquida". E penso che questo, per una gara di canzoni, possa essere un'arma vincente... Sanremo ha cominciato a declinare quando ha cominciato a declinare il 45 giri, ossia la vendita della singola canzone non supportata da un album, ma oggi da Internet si scaricano soprattuttto singoli brani, ed ecco allora che il Festivalone potrebbe tornare d'attualità: in questa semplice considerazione potrebbe esserci una delle chiavi del rilancio, a patto di aprire le porte alle nuove tecnologie.
Poi, a livello di Big in gara, si potrebbe fare una ulteriore diversificazione, una divisione fra chi intende lanciare una canzone e chi invece vuole promuovere un album intero (magari non del tutto inedito, magari uscito da pochissimo). Chessò, diverse sezioni come "Sanremo giovani", "Sanremo singoli", "Sanremo album": sopratutto in quest'ultima categoria potrebbero trovar spazio artisti di enorme popolarità. E ancora, cercare di infilare in concorso qualche straniero, come accadeva fino agli anni Ottanta. Insomma, elementi nuovi per rivitalizzare e modernizzare la gara, come fece Salvetti nei Settanta!
E' vero, la Rai continua a non voler sentir parlare di Eurofestival, eppure per certi versi è un esempio da seguire: se ha tanto successo in tutta Europa, possibile che siano tutti scemi e che quelli furbi siano solo gli italiani (non mi ci metto in mezzo perché anche a me piacerebbe rivedere l'Eurofestival sui nostri schermi)?
cercando di essere sintetica, provo a fare critiche (e ipotesi costruttive):
* intanto voglio salvare Sanremo perché, come lo Zecchino d'oro, sono appuntamenti classici che scandiscono la vita per chi ama le canzoni....
- BASTA all'onnipotenza di Pippo che, nonostante essendo un mostro di professionalità, non ha capito che stanca il cliché delle vallette bionde/more, con almeno una straniera fissa, che usano Sanremo per darsi visibilità e cercare di dimostare qualcosa...
AVANTI la professionalità di nostrane che possano fare le co-conduttrici (qualche nome? Pettinelli o la rivelazione Lucilla Agosti, eccezionale...)
- FACCIAMO che Sanremo diventi finalmente un festival della Canzone, magari ruotando i vari cantanti sulle varie canzoni, in modo che ogni canzone possa acquistare sentimenti e passioni diverse
BASTA ai raccomandati, a valorizzare esclusivamente le voci o il "personaggio" a tutti costi, a discapito delle canzoni.
La canzone di Moro per me è sciatta, nonostante le ovazioni ricevute o la "rendita" dell'anno scorso, ma è un "favorito", come la Tatangelo che ha avuto canzoni certo migliori e che viene premiata solo per la bella voce; il rapper con il nome impossibile cantando certe canzoni in versione Eminem e non in "frac" forse per i votanti risultava più credibile. La ritrosia e timidezza di Cammariere lo portano al 7° posto, nonostante la "perla" di canzone che ha offerto. La qualificazione della Canzone di Cutugno resta un Mistero....
- BASTA con il dopofestival all'alba e che esclude l'ultima serata
FACCIAMO un dopofestival solo, di fine festival (magari la domenica sera), dove si possa dire la propria anche sulle votazioni....... Con Elio e le storie tese gli ascolti sarebbero altissimi anche in prime time
Gli elementi sarebbero tanti ma a Sanremo è chiara una cosa...
BASTA con i voti, le giurie, e le districate votazioni, tanto fanno vincere sempre chi vogliono loro....
Ci risiamo! Si parla di ripetitività del festival, ma anche molti destini di cantanti sono ripetitivi. Io ho buona memoria di tutti gli esiti del festival da 25 anni a questa parte. Quest'anno si è ripetuta per la sesta volta questo fatto: il vincitore dei Giovani l'anno successivo nei Campioni arriva terzo! E' successo, in ordine cronologico a : Mietta, Marco Masini, Paolo Vallesi, Laura Pausini, Syria, Fabrozio Moro. Un'altra coincidenza? Quest'anno l'esito è stato simile al 1997: nei Giovani vincono una coppia di fratelli (nel 97 Paola e Chiara), nei Campioni una coppia uomo-donna ( all'epoca Jalisse) entrambi della stessa casa discografica (Sony Columbia nel 97, SonyBmg quest'anno)..e chi presentava? Chiambretti in entrambe le edizioni! Tutto questo chiaramente non ha nessun nesso, ma volevo solo ironizzare sulla "ripetitività" della manifestazione. Rispondendo a Carlo, io penso che la categoria Giovani si potrebbe togliere perchè non ha molto senso un (a volte unico) passaggio televisivo a tarda notte come spesso accade, molto meglio 3 passaggi in radio allora come promozione (capito network italiani dalle playlist ingessate?). Anche a Baudo in fondo dei giovani non importa nulla, sono una palla al piede tant'è che ha riportato l'eliminazione per fare spazio nel venerdì ai superospiti italiani, ai quali la visibilità durante tutto l'anno non manca di sicuro. Aggiungiamo poi che in termini di vendite e di promettenti carriere il Festival non è una variabile determinante. Ci sono 14 giovani circa a edizione ma facendo i conti ne sopravvivono oltre Sanremo solo uno all'anno (quando va bene). Per questi motivi penso che togliendo la sezione il festival non ne risenta ( e nemmeno i cantanti).
Di proposte per rivitalizzare l'immagine del Festival di Sanremo ne ho lette diverse (tra cui, alcuni propositi di diserzione per il prossimo anno). Vorrei esporre la mia:
- riduzione delle serate: 5 sono troppe e 3 troppo poche. 4 è il numero giusto.
- riduzione drastica degli ospiti: ne bastano 4 (rigorosamente cantanti, rigorosamente conosciuti a livello internazionale), uno per ogni serata del Festival.
- reintroduzione del meccanismo ad eliminazione, sia per i campioni sia per i giovani: trattandosi di una gara (canora, ma sempre gara), un minimo fattore di rischio ci deve essere.
Concludo con quella che dovrebbe essere la scalettatura delle quattro serate:
- 1° SERATA: esibizione dei 20 campioni in gara con relativa votazione delle Giurie Demoscopiche IPSOS sparse in tutta Italia. Accederanno alla finale le 10 canzoni più votate.
- 2° SERATA: esibizione dei 14 Giovani in gara con relativa votazione delle Giurie Demoscopiche IPSOS sparse in tutta Italia. Accederanno alla finale le 7 canzoni più votate.
- 3° SERATA: finale dei Giovani. Esibizione delle 7 canzoni finaliste con votazione incrociata di televoto (30%), Giuria di Qualità (20%) e Giurie Demoscopiche IPSOS (50%). Proclamazione del vincitore ed assegnazione dei premi ai primi tre classificati. Assegnazione del Premio "Mia Martini" nella categoria Giovani.
- 4° SERATA: finale dei Campioni. Esibizione delle 10 canzoni finaliste con votazione incrociata di televoto (30%), Giuria di Qualità (20%) e Giurie Demoscopiche IPSOS (50%). Proclamazione del vincitore e assegnazione dei premi ai primi tre classificati. Assegnazione del Premio "Mia Martini" nella categoria Campioni.

Il livello delle canzoni in gara, anche se nel complesso inferiore a quello dell’anno passato, non mi sembra affatto così malvagio. In generale, non ce n’è una che spicchi per originalità, ma mi pare che in media si sia privilegiata una certa orecchiabilità, io davvero dopo appena due ascolti già mi ritrovo a canticchiare alcuni ritornelli!
Detto ciò, un momento difficile c’è, inutile negarlo. Le cause sono tante: in primis la struttura dello spettacolo, assolutamente improponibile. Appesantita, elefantiaca, colma di elementi superflui, di interminabili stacchi pubblicitari (una vergogna): in questo brodo, le canzoni,che dovrebbero essere il centro del Festival, si perdono, affogano. La trasmissione si dilata, gonfiata da orpelli inutili e financo fastidiosi: sfido che lo spettatore fugga!
Io ho sempre difeso Baudo, l’ho sempre considerato, nella situazione attuale (ossia col Festival in mano alla Rai, che ne ha fatto un varietà televisivo) l’unico in grado di poterlo organizzare rispettandone sufficientemente la funzione primaria di rassegna canora, ma in questi giorni l’ho visto stanco e provato. Penso sia il momento giusto per passare la mano e per fare una scelta più innovativa.
Il mio Festival ideale: organizzazione affidata di nuovo a un impresario vero, come i Salvetti, i Ravera e gli Aragozzini di un tempo (ce ne sarà qualcuno buono in giro, no?), o in alternativa a un direttore artistico tipo Cecchetto. Presentazione: un anchorman istituzionale ma vicino al pubblico giovane ed esperto di musica come Carlo Conti, affiancato da addetti ai lavori che potrebbero essere Silvestrin (bravissimo al Festivalbar), Lucilla Agosti o Paola Maugeri.
Riduzione da cinque a quattro serate, ma il Comune potrebbe salvare capra e cavoli tenendo in vita la quinta serata, quella del martedì, e dedicandola a una trasmissione sulla storia del Festival (un filone che la Rai sfrutta poco e male: fanno sempre vedere i soliti filmati, Vaso Rossi - Ramazzotti - Gaetano, quando ci sarebbero tante chicche da tirar fuori, ci si vada a fare un giro su YouTube per conferma). Ovviamente le serate dovrebbero essere più snelle, con pochissime concessioni al varietà (che spesso oggi sconfina nell’avanspettacolo).
Ampliare lo spazio per le giovani proposte, mutando i criteri di selezione, cominciando a cercare nei piccoli locali cittadini, nell’underground, sbattendosi un po’ in giro per l’Italia insomma (c’è un anno di tempo e la Rai ha i soldi per farlo), e anche dando uno sguardo su myspace.
La scelta dei Big credo sia, paradossalmente, il problema minore. Credo che i “grandissimi” non tornerebbero in ogni caso, e comunque penso abbiano già fin troppa esposizione mediatica e non è giusto che monopolizzino pure Sanremo: la musica italiana non è solo Bocelli - pausini - Rossi - Ramazzotti -Liga, ci sono tanti altri meritevoli ed è giusto dare spazio anche a loro, magari arricchendo il piatto con un paio di “nomi super” all’anno, facendoli però venire in gara (stop quindi ai superospiti italiani fuori concorso).