Il successo mi ha un po’ fregato
«Perché di nuovo a Sanremo? Perché ne ho bisogno per andare avanti». Evviva la sincerità disarmante di Fabrizio Moro (vero nome Fabrizio Mobrici; Roma, 9/4/1975, Ariete), la stessa che l’anno scorso, ancora sconosciuto, gli ha permesso di trionfare con il rap antimafia di «Pensa». Stavolta interpreta una storia d’amore finita male. «Che poi è la mia. Traballava già da un po’ e non ha retto a tutto lo sconquasso del dopo-Sanremo. Il fatto è che la vita ti cambia di botto: non sei mai a casa, ti trovi sempre circondato da persone ed è difficile preservare un equilibrio e, soprattutto, mantenere intatti i rapporti. Mi sono sentito molto solo, perché non riuscivo a spiegare a nessuno quello che succedeva. Che so: la scorsa estate mi sono trovato ad aprire i concerti di Vasco Rossi! E mi sono trovato a cantare davanti a 70 mila persone, proprio io che ero abituato ai club da 100 spettatori alla volta... Ovvio che quando torni a casa ti senti svuotato e non hai nemmeno voglia di parlare». Il pezzo sanremese è nato sul Grande Raccordo Anulare. «Perché quando sono depresso prendo la macchina e comincio a girare in tondo attorno a Roma. Dentro ho inciso le emozioni provate in un momento di solitudine, una delle mie più grandi paure. Il fatto è che non riesco mai ad affrontare le cose. Tendo a scappare, ma il problema principale stava ed è ancora nella mia testa». Insomma, come tante volte accade, per Fabrizio Moro l’anno appena trascorso è stato tanto ricco sul piano professionale quanto deludente su quello personale «perché devi sopportare pressioni che prima non esistevano. Per chi lo vede da fuori è una bella cosa, ma per chi come me si trova a doversi mettere a nudo continuamente non è così facile. Anche con i miei familiari e i miei amici le relazioni sono un po’ cambiate». In occasione della partecipazione al Festival Fabrizio fa uscire un nuovo album. «Sono 11 canzoni inedite e tutte scritte da me». Titolo: «Domani».
Uno dei pezzi del nuovo album si chiama «Gastrite»: «Ne soffro da anni, ma ora è peggiorata. Purtroppo somatizzo tutto: ansia e stress».
Fabrizio Moro
I commenti dei lettori
Vota l'articolo
Ancora nessun commento. Vuoi essere il primo?
