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Mario Venuti

Mario Venuti

Mescolo il rock col Medioevo
È stato negli Anni 80, per quasi dieci anni, la voce dei siciliani Denovo, una band molto stimata dalla critica, finché, sciolto il gruppo, nel 1994 Mario Venuti (Siracusa, 28/10/1963, Scorpione) inizia la sua carriera da solista e si fa subito notare col singolo «Fortuna». Nel 1996 scrive con Carmen Consoli «Un amore di plastica» che lancerà la sconosciuta ragazza catanese tra i Giovani del Festival. Ma è nel 2003 che Venuti sfonda presso il grande pubblico con il brano «Veramente» che diventa una delle hit dell’estate. Nel 2004 inizia la collaborazione ai testi con Kaballà, considerato uno degli autori più originali del panorama italiano. E con lui scrive «Crudele», presentandola al Festival del 2004 e vincendo il Premio della critica. L’anno dopo Venuti non si presenta, ma lui e Kaballà sono comunque presenti in quanto autori della raffinata «Echi di infinito» con cui Antonella Ruggiero vince la categoria Donne del Festival. Il cantautore torna a Sanremo l’anno dopo, nel 2006, con «Un altro posto nel mondo», preceduto dal grande successo radiofonico di «Qualcosa brucia ancora» (1° posto nel Music Control). «L’anno scorso» spiega Mario «ho fatto una lunga tournée in club e teatri: ho voluto ripresentare in una maniera più intimista, solo voce e chitarra, e con una veste più nuda il mio repertorio». Venuti si presenta al Festival con il brano dal titolo «A ferro e fuoco»: musica sua e testo ovviamente di Kaballà. «Io la definisco una canzone da “cavalier cortese”: nel testo abbiamo inserito pure l’espressione “a singolar tenzone” perché c’è questo parallelo tra l’amore come guerra e l’antica cavalleria medioevale. Si tratta dunque di una canzone d’amore» spiega Mario «una rock ballad che però ho voluto arrangiare con chitarre elettriche, pur restando nei termini di un pop-rock all’italiana». In contemporanea con il Festival, Venuti uscirà con un’antologia dei suoi successi dal 1994 a oggi che conterrà però tre inediti: titolo del disco sarà «L’officina del fantastico». Poi, in estate, un lungo tour.
«Vivo nel centro storico di Catania, in un palazzo barocco del '700: amo talmente questa casa che l'ho fotografata come cover di un mio cd»


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