Parlo di sesso a tempo di swing
«Lo so che può sembrare strano, ma sono convinto che il sesso spesso complichi le cose tra un uomo e una donna. Quando si stabilisce un’alchimia, quando un rapporto si sviluppa in maniera sublime, capita che questo naturale fluire delle cose venga interrotto proprio dall’idea culturale del sesso». Max Gazzè (Roma, 6/7/1967, Cancro) con il suo inseparabile basso torna a calcare il palco dell’Ariston dove debuttò nel 1999 nella sezione Giovani. E lo fa con una canzone che promette di far parlare: «Il solito sesso». «Forse i miei fan resteranno perplessi dall’arrangiamento per me insolito, perché uso una tonalità molto bassa e un’ambientazione un po’ swing, un po’ alla Paolo Conte. In pratica il pezzo, scritto da mio fratello Francesco, racconta una telefonata che faccio dopo aver accompagnato a casa una ragazza appena conosciuta. Le chiedo se posso rivederla di nuovo, in uno sproloquio di romanticismo. Lei non fiata o forse non ha il tempo di replicare, mentre io racconto quell’imbarazzo che si crea quando l’idea del sesso si insinua tra due persone. A me è qualcosa che capita di frequente. Ho un rapporto meraviglioso con le donne e il sesso rappresenta un elemento inquinante, una barriera che interrompe un flusso». La risposta della «lei» in questione comunque arriverà tra le tracce del nuovo disco che Max Gazzè pubblicherà a marzo. «Sono 13 pezzi inediti scelti tra i 28 che avevo già pronti. Il titolo provvisorio è “Tra l’aratro e la radio”. Le piace? Davvero? Allora è il titolo definitivo. Io sono così, seguo i flussi di energia...». In particolare quelli che si stabiliscono tra artisti, visto che la carriera del musicista romano è costellata da tante collaborazioni eccellenti (da Niccolò Fabi ad Alex Britti, da Carmen Consoli a Sergio Cammariere). Ed è con Paola Turci alla chitarra e Marina Rei alle percussioni, due colleghe con cui ha fatto una tournée nel 2007, che Max si esibirà nella serata di giovedì: «Perché insieme non siamo “tre uni” ma un vero trio».
C’è chi fa la raccolta di farfalle e chi di francobolli. Lui invece, originale come sempre, la fa di bassi (nel senso di chitarre): ne ha già 12!
Max Gazzè
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