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Sergio Cammariere

Sergio Cammariere

Sono stanco di avere solo fan di nicchia
Rieccolo. In perfetto equilibrio tra jazz, bossanova e canzone d’autore. Ma anche tra mercato e anarchia, tra «divertissement» e malinconie. Sergio Cammariere (Crotone, 15/11/1960, Scorpione) ritorna a Sanremo cinque anni dopo l’exploit di «Tutto quello che un uomo», un brano capace di strapparlo ai fan di nicchia, ai jazz club per adepti, ai passaparola decennali. «Quel Festival ha cambiato la mia vita, ma non il mio modo di fare musica» racconta il musicista con quella sua solita aria stralunata mentre un amico riprende la nostra intervista con una videocamera. «È dal ‘91 che tutti i giorni filmo la mia vita. Ho girato almeno 20 mila ore con tutti i supporti che la tecnologia a mano a mano ci ha messo a disposizione: video 8, vhs, mini dv. Di Sanremo 2003 ho già montato 5 film da 45 minuti. Per farne cosa? Non so. Vorrei farli vedere, magari in un canale satellitare. O chissà. Di sicuro la regia e il montaggio sono le grandi passioni della mia vita». L’altra è la musica. Specie se serve ad accompagnare immagini, come è successo con «L’abbuffata», la colonna sonora che ha firmato nel 2007 per l’omonimo film di Mimmo Calopresti: «Uno capace di fare jazz con il cinema». Ora, dopo alcuni cd di successo e dopo «almeno 300 concerti in giro per l’Italia e l’Europa», risalirà sul palco dell’Ariston per cantare «L’amore non si spiega». «Una bossa-jazz o forse una samba lenta, ma che fa anche un pochino ballare. Il senso è che senza amore non si va da nessuna parte. Malgrado le incomprensioni e le differenze, tutto gira intorno all’asse dell’amore. Proprio come diceva Dante». Il suo asse da 10 anni a questa parte è Annamaria: «La compagna con la quale condivido vita e ostacoli. Non ha a che fare con questo ambiente, ma spesso a coordinare tutto c’è proprio lei». La canzone presentata a Sanremo precede l’uscita di un nuovo album: «Una raccolta dei brani più significativi degli ultimi dischi e alcuni inediti. Il titolo è “Cantautore piccolino” e cioè io. Specie se, come dice l’omonima canzone, “raffrontato a Paoli Gino”».
«Anni fa ho cantato davanti a Papa Wojtyla il mio brano “Padre nella notte” e ora ho scoperto che in molte chiese la cantano come preghiera».


I commenti dei lettori

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Ho visto Cammariere a ElbaJazz 2007. Un concerto favoloso, con una ottima band di virtuosi e il nostro era in formissima.
Avercene, di musicisti italiani così.

Scritto da vinicius il 22 febbraio 08 alle ore 12:43
 

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